Mary Ellen Bute: all’inizio della “visual music”

Seeing sound: to create moods through the eye as music creates moods through the ear.

Stimolare la sensibilità, creare stati psicologici (o di “coscienza”) attraverso la visione, l’occhio, allo stesso modo come il suono, o la musica, si suppone possa fare tramite l’orecchio è il programma di Mary Ellen Bute con i corti della serie “Seeing Sound”.

Visioni in simbiosi con il suono, con la musica, sinestesie tese a costruire un’opera d’arte che coinvolga totalmente (visione e audizione) quanti ne vengano a contatto sono gli l’obiettivi non solo delle opere di Mary Ellen Bute ma anche di artisti quali Hans Richter, Oskar Fischinger, Norman MacLaren, Hy Hirsh, Robert Breer, John Witney e molti altri.

Partendo da esperienze pittoriche come nei primi decenni del ’900, raggruppando diversi media (fotografia, disegni su pellicola, mixed media, ecc.) e sperimentando tramite le “nuove” tecnologie via via a loro disposizione artisti come Mary E. Bute sono riusciti ad elaborare delle tecniche capaci di creare opere visu-uditive tracciando allo stesso tempo quel percorso che dalla “musica dei colori” (e non possiamo non ricordare Opticks il trattato di Isaac Newton del 1704 ove si osservano le proporzioni fra onde luminose dello spettro e lunghezza delle corde necessarie a produrre determinate note musicali) ci ha condotto alla musica visiva (“visual music”) dell’epoca dei calcolatori.

Nata nel 1906 e morta nel 1983 Mary Ellen Bute è stata fra le prime nel campo del cinema americano d’aninazione ed una delle prime registe sperimentali.
Tra il 1934 3 il 1953 il suo interesse all’esplorazione del “Seeing sound” (“to create moods through the eye as music creates moods through the ear”) la porta a realizzare quattordici corti, mix-media, astratto-musicali.

Un breve documentario biografico tratto da Ytube

da Ytube, Mary Ellen Bute, Dada, 1936

Mary Ellen Bute – Dada (1936) di merzboy

Nel caso di Mary Ellen Bute credo che i contatti con Joseph Schillinger, compositore, teorico e matematico autore d’una Semantic Connotative Composition all’interno del suo originale “The Schillinger System of Musical Composition”, e Lev Sergeyevich Theremin, inventore di uno dei primissimi strumenti elettronici (il Theremin) e di una interfaccia (The Thing) per migliorare la qualità dell’immagine di un segnale audio-video, considerata un predecessore della tecnologia RFID (Radio-frequency identification) abbiano avuto un peso particolarissimo.

Mary Ellen Bute – Synchromy No2 (1936) di merzboy

da Ytube, Mary Ellen Bute, Synchromy n.4, 1938

da Ytube, Norman McLaren, Synchromy, 1971

Inserito da Francesco Maria Paradiso il 12 giugno 2011 in Media arte | Iscriviti

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