La musica secondo Tarkovskij. Il suono secondo Leopardi.

La musica secondo Tarkovskij, il suono secondo Leopardi. Venerdì 8 aprile, ore 18.30 Libreria dello spettacolo, via Terraggio 11, Milano

Adele Pellegatta, voce recitante. Massimo Marchi, elettronica.

Parlavate del senso della nostra vita, del disinteresse per l’arte.

Ecco per esempio la musica. La musica è legata ben poco alla realtà. O meglio, anche se è legata lo è senza ideologie, meccanicamente come un suono vuoto, senza associazioni. E tuttavia la musica per un qualche miracolo penetra ovunque. Cosa risuona in noi in risposta al rumore elevato ad armonia? E come si trasforma per noi nella fonte di un immenso piacere che intenerisce e commuove? A che cosa serve questo? E soprattutto a chi? Risponderete a nessuno e a nulla. Disinteressatamente è improbabile perché tutto in fin dei conti ha un senso e una ragione. Da Stalker, di Andrej Tarkovskij

Tarkovskij: “un compositore per l’occhio che ha ispirato musica per l’orecchio” (A Composer for the Eye Inspired Music for the Ear, The New York Times, 1997). Sono tanti i musicisti che dal secolo scorso guardano con interesse alla poetica musicale di un regista come Andrej Tarkovskij che si è avvicinato al MONDO DEI SUONI organizzato nel film in molteplici maniere e per cammini di diverso genere, ed esaltano i percorsi sonori del suo cinema additandoli spesso come ben precisi modelli musicali.

La musica cinematografica per me, in ogni caso, è una componente naturale del mondo dei suoni, una parte della vita umana, sebbene sia pienamente possibile che in un film sonoro realizzato in maniera coerente dal punto di vista teorico non rimanga affatto posto per la musica e questa venga sostituita dai rumori ripensati dal cinema in maniera via via sempre più interessante. Andrej Tarkovskij.

Andrej Tarkovskij

Vera e propria lettura musicale del cinema di Tarkovskij è quella appassionata e autentica di Luigi Nono. Nel 1987 il compositore scomparso nel ’90 dedica al regista russo una delle ultime opere: 2°. No hay caminos, hai que caminar…Andrej Tarkovskij, per sette cori (gruppi strumentali).

ANDREI TARKOVSKIJ GENIALE CREATORE DI TEMPI – VISIONI – SENTIMENTI DRAMMATICI STORICI E ATTUALI NEI SUOI FILM: NUOVA SCUOLA RUSSA SOVIETICA PER TUTTI.

NON SOLO OMAGGIO DEDICA A QUESTO GENIALE REGISTA, MA ANCHE ALTRO TENTATIVO MIO:

SUONI-SENTIMENTI  - SUONI TRASFORMANO SENTIMENTI – SENTIMENTI TRASFORMANO SUONI

SUONI TRASFORMANTISI IN SENTIMENTI – SENTIMENTI TRASFORMANTISI IN SUONI. TARKOVSKIJ, CHE AMO MOLTISSIMO. NELLA DEDICA, UN’ANIMA CHE MI ILLUMINA. Luigi Nono.

Tarkovskij nei propri film conduce scelte musicali destinate a porsi come magistrali, veri e propri exempla cui guardare con stupore e ammirazione. Basti quel suo particolare utilizzo dei repertori classici, quelli bachiani anzitutto, che ripetutamente attraversano i suoi capolavori; oppure quel cosciente espressivo pionieristico uso della musica elettronica grazie al sodalizio con Edvard Artm’ev tra i compositori più rappresentativi dello Studio Sperimentale di Musica Elettronica di Mosca. «Trovare altri cammini», testimonianze «di altre soluzioni e nuovi orizzonti», «sviluppare molto di più la capacità di ascolto, percepire la varietà e qualità dei suoni, la combinazione e composizione nello spazio, pensare la musica in modo totalmente distinto dalla musica tecnica, accademica, ma sentirla come elemento di vita, dell’orecchio, dell’anima, dei sentimenti vivi» (L. Nono) non sono appena affinità elettive tra due artisti. Il “paesaggio sonoro” di Tarkovskij è un sistema molto complesso che comprende musica di repertorio, suoni di sintesi, rumori d’ambiente o ricreati in post-produzione e ogni altra componente in grado di dar vita a «combinazioni sonore totalmente nuove» come sperato da Edgar Varèse.

Luigi Nono

Dal momento che il termine “musica” sembra essersi ridotto a significare molto meno di quel che dovrebbe, preferisco servirmi dell’espressione “suono organizzato”, evitando così la tediosa questione: “Ma è musica?”. Mi sembra che il termine “suono organizzato” colga più precisamente l’aspetto duplice della musica, che è insieme un’ arte e una scienza in presenza delle recenti scoperte tecnologiche che ci permettono di sperare in una sua incondizionata liberazione […]. Sono convinto che il “suono organizzato” ricopra un ruolo sempre più importante come elemento dinamico e drammatico nel film. Edgar Varèse

Infatti, a rigore, il mondo trasformato dal cinema e il mondo trasformato dalla musica sono due mondi paralleli in conflitto tra loro. IL MONDO DEI SUONI organizzato nel film in maniera vera – questa è la vera musica cinematografica! Andrej Tarkovskij

Per la singolare sonosfera di Tarkovskij, nell’insieme dei “mondi dei suoni organizzati” del nostro tempo, «bisogna forzatamente rifarsi ab ovo» (T. Landolfi), ad un’origine, a un intelligenza remota: i pensieri di Leopardi ad esempio.

Distinguete suono (sotto questo nome intendo ora anche il canto) e armonia. Il suono è la materia della musica […]. L’effetto naturale e generico della musica in noi, non deriva dall’armonia ma dal suono, il quale ci elettrizza e scuote al primo tocco quando anche sia monotono. Questo è quello che la musica ha di speciale sopra le altre arti. Giacomo Leopardi

Edgard Varèse

La sorprendente quantità di notazioni e riflessioni musicali rintracciate nello Zibaldone o nelle Operette morali testimonia la competenza percettiva e la filosofia musicale di un poeta come Giacomo Leopardi sulla musica. Un Leopardi inatteso, che riflette sulle reazioni psico-fisiche prodotte dal suono, sviluppa fra i poli della musica, un’arte speciale, e del suono, una materia speciale, la sua idea straordinariamente avanzata sul come e quando si ha in musica originalità e sviluppo.

Ogni assoluta novità in fatto di musica contiene e quasi consiste in un’apparenza di stonazione; […] non può essere altro che disarmonia, perché sarebbe sconvenienza dalle assuefazioni generali. Giacomo Leopardi

Io sento che esistono altri modi di lavorare col sonoro, che potrebbero permettere di essere più precisi e fedeli a quel mondo “interiore” che noi ci sforziamo di riprodurre sullo schermo, e non solo al mondo interiore dell’autore, ma anche all’essenza intima del mondo vero e proprio, alla sua sostanza propria, non dipendente da noi. Andrej Tarkovskij

La forza delle immagini di due compositori e poeti per l’occhio, Andrej Tarkovskij e Giacomo Leopardi, che ispirano musica per l’orecchio, permette di ripercorrere il cammino delle percezioni, l’evoluzione nella musica come arte, scienza, sviluppo tecnologico, organizzazione dei mondi del suono. La passiva accettazione del mezzo, «dello strumento con cui operare ha in sè – scrive Tommaso Landolfi – qualcosa di insoddisfacente, di vile, di provvisorio, giacché al di qua dell’esercizio di un’arte c’è poi una disposizione indifferenziata la quale di per sua natura e di per sua nobiltà esclude ogni accettazione supina e pretende discutere tutto, fin le stesse condizioni umane».

La mia idea fondamentale è che il mondo risuona in maniera tanto meravigliosa di per sé che, se imparassimo ad ascoltarlo nella maniera dovuta, la musica non sarebbe affatto necessaria al cinema.

Libri:

. Andrej Tarkovskij, Scolpire il tempo, Milano, 1988

. Roberto Calabretto (a cura di), Andrej Tarkovskij e la musica, Lucca LIM 2011

. Marcello de Angelis, Leopardi e la musica, Lucca LIM, 1987

Musiche:

. Luigi Nono, 2°. No hay caminos, hai que caminar…Andrej Tarkovskij, per sette cori, 1987

. Toru Takemitsu, Nostalghia, In Memory of Andrej Tarkovskij, per violino e orchestra d’archi

Films:

. Stalker, 1979, film di Andrej Tarkovskij

. Nostalghia, 1983, film di Andrej Tarkovskij

Ascolta Edward Artemiev con ANS (Aleksander Nikolaeviĉ Skrjabin Synthesizer)

Ascolta Luigi Nono 2°. No hay caminos, hai que caminar…Andrej Tarkovskij

Ascolta Toru Takemitsu, Nostalghia, In Memory of Andrej Tarkovskij

Inserito da Francesco Maria Paradiso il 1 aprile 2016 in Al punto zero: energie della pianamarea | Iscriviti

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