HYMNI. I canti della forma interiore

HYMNI (I canti della forma interiore), per organo. Verlag Neue Musik, Berlin, 2016.

Francesco M. Paradiso HYMNI

Dall’antichità greca alla classicità romana, l’energia emotiva assieme al fascino della melodia e alla poesia lirica ha creato gli inni. In epoca latino- cristiana, l’insieme rivissuto di questi tre elementi divenne un genere realmente originale. Per la capacità di rappresentare con immagini vive la dimensione interiore, il sentimento religioso, nella tradizione cristiana gli inni rappresentano il canto adatto a tutti, la «Voce della Chiesa». Per tali motivi ho scelto l’antico inno del Vexilla Regis pròdeunt quale motivo generativo e unificatore del brano. Ho scelto l’irresistibile carica simbolica e la formidabile tensione drammatica della forma e della ‘scena’ della croce per sostenere quei processi di in-formazione e de-formazione di un’’immagine sonora’ che costituiscono uno degli obiettivi di questo lavoro.

«Per capire l’arte moderna bisogna ritrovare le origini dell’arte sacra» scriveva Pavel Evdochimov. Come l’arte delle catacombe, anche l’arte del nostro tempo ritrova la libertà, si purifica da ogni forma precostituita tramite una minore attenzione per le forme e l’abbandono di ogni preoccupazione artistica. Il comporre dei nostri giorni crea “cancellando”.

HYMNI aspira a essere l’apparizione di una forma o di una condizione interiore, una delicata ma intensa “visione” e ciò tramite i suoi due caratteri, meditativo ed epico-drammatico. Il brano tende a divenire “icona” o per la sua forma micro-drammaturgica a episodi, una serie di “icone” dipinte con i suoni. 1. Consummatum est, 2. Et baiulans sibi crucem exivit, 3. Et inclinato capite, 4. Tradidit spiritum sono stati emozionali, frammenti di melodia, immagini liriche rubate al Vangelo di Giovanni. Il finale in canone sopra la linea del Vexilla Regis pròdeunt suggerisce l’incamminarsi insieme, il cammino della croce. Gli inserti affidati alla decisione estemporanea dell’esecutore rappresentano reiterazioni dell’ascolto e della memoria. HYMNI è un’”icona” che pur utilizzando colori timbrici duri e non compiacenti, come la superficie d’un muro o d’una tavola, la “metafisica” superficie di un’icona, canta si condensa e si consuma in quella pietosissima essenza “dipinta” dagli ultimi versi dell’inno di Venanzio Fortunato: O crux, ave, spes unica. Hoc passionis tempore. Piis adauge gratiam. Reisque dele crimina.

La registrazione organistica è solamente un suggerimento ed è riferita alla disposizione fonica dell’organo costruito dagli organari Mascioni op. 487 presso il Duomo di Ravenna nel 1936.

Mascioni op. 487, (organo sn.) Duomo Ravenna

Between Grecian age and Roman classicism, the emotional energy together with the charm of the melody and lyric poetry created the hymns. During the Latin Christian period, the whole of these reexperienced three elements became a truly pristine genre. For the ability to represent through images the human inner dimension, the religious sense, in the Christian tradition hymns are still nowadays the proper singing for everyone, the “Voice of the Church”. For these reasons I have chosen the ancient hymn of Vexilla Regis pròdeunt as generative and unifying motif of the composition. I have chosen the irresistible and symbolic power of the dramatic tension of the form and ‘scene’ of the cross to support the processes of in-formation and de-formation of a ‘sound image’ which are one of the objectives of this work. Pavel Evdokimov wrote: “To understand the modern art we must find the origins of the sacred art”. As the art of the catacombs, also the art of our time finds again freedom, purifies itself from any pre-constituted forms through a lesser attention to the shapes and the abandonment of any artistic concern. The composing of our times creates “erasing”.

HYMNI aspires to be the epiphany of an inner shape or an inner condition, a delicate but intense “vision” and this by means of its own two natures, meditative and epic-dramatic. The composition tends to become an “icon”, or, because of its short dramatic episodic form, a series of “icons” painted with sounds. 1. Consummatum est, 2. Et baiulans sibi crucem exivit, 3. Et inclinato capite, 4. Tradidit spiritum are emotional states, fragments of melodic lines, lyrical images stolen from the Gospel of John.

Mascioni, op. 487 (organo ds.) Duomo Ravenna

The finale using the canon on the ancient line of the Vexilla Regis pròdeunt suggests proceeding together, the way of the cross. The inserts entrusted to the decision of the performer are reiterations of listening and of the memory. HYMNI is an “icon” that while using harsh but not complacent tone colors (like the surface of a wall or of a table, the “metaphysical” surface of an icon) sings, condenses and consumes itself in the most gracious essence “painted” by the last verse of the hymn of Venanzio Fortunato: O crux, ave, spes unica. Hoc passionis tempore. Piis adauge gratiam. Reisque dele crimina.

The organ registration should be regarded as a suggestion only. The registration was made with the organ located in the Cathedral of Ravenna, built by the organ builders Mascioni in 1936.

Inserito da Francesco Maria Paradiso il 15 marzo 2016 in Al punto zero: energie della pianamarea | Iscriviti

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